An­drea Helten

In­ter­vista a coach Louisa Scheel

“Vi­vere e la­vorare con pace ed equi­li­brio in­te­riore”: questa è la prima frase che si legge quando si vi­sita il sito web di Louisa Schell. Il sito è chiaro e or­di­nato e tras­mette per­fett­amente i va­lori su cui Louisa basa il suo la­voro da ter­a­peuta: la tran­quil­lità e la com­pren­sione. Louisa Scheel è coach sis­temico e ter­a­peuta di co­ppia e se­guace del bud­dhismo zen. In quest’interessante in­ter­vista ci ha rac­con­tato quale è se­condo lei il senso della vita e ci ha spie­gato come pos­siamo man­te­nere la calma anche du­rante i mo­menti dif­fi­cili, come ad es­empio du­rante il per­corso verso la ri­cerca di un figlio.

Louisa, la tua vita è stata seg­nata da di­verse fasi, po­t­resti de­scri­vere il per­corso che ti ha por­tato dal fon­dare un´ agenzia di mar­ke­ting al div­en­tare una se­guace del bud­dhismo zen?

Dopo es­sermi lau­reata in eco­nomia, ho avuto l’opportunità di svol­gere le mie prime es­pe­ri­enze la­vora­tive a Londra e Sin­g­a­pore nel set­tore dei media. No­no­stante fossi sod­disf­atta della mia po­si­zione la­vora­tiva; dopo al­cuni anni de­cisi di tornare a Ber­lino, la mia città na­tale, dove ho poi fon­dato un’agenzia di mar­ke­ting pub­bli­ci­tario. La mia più grande pas­sione è sempre stata la nar­ra­zione e il mar­ke­ting pub­bli­ci­tario con­siste pro­prio nel rac­con­tare la storia per­so­nale di un mar­chio.  La me­di­ta­zione zen è ar­ri­vata qualche anno dopo: il ruolo di im­p­ren­dit­rice mi en­t­u­si­as­mava ma allo stesso tempo mi aveva com­ple­ta­mente distrutta, sia fi­si­ca­mente che men­talm­ente, e la me­di­ta­zione mi ha pro­prio aiutata a ri­tro­vare quella pace in­te­riore e calma di cui avevo bi­sogno. De­cisi dunque di se­guire questo de­si­derio di pace e sog­giornai per una set­ti­mana in un mo­nas­tero in Al­govia, dove sono ent­rata in con­tatto con un ma­estro zen, che mi ha in­seg­nato le basi della pra­tica di me­di­ta­zione. Da al­lora, ogni mat­tina dedico 25 mi­nuti del mio tempo alla me­di­ta­zione e cerco di ent­rare in con­nessione con le mie emo­zioni e ciò mi dà la forza per an­dare avanti.

Due anni fa la mia vita ha su­bito una grande svolta, la mia agenzia è stata ac­qui­sita da un gruppo in­ter­na­zio­nale e ho fi­nalm­ente avuto l’occasione di se­guire le mie pas­sioni, ossia fare un la­voro che mi per­met­tesse di met­tere al centro il ben­es­sere della per­sona, div­en­tando ter­a­peuta di co­ppia e coach sis­temico.

Come si legge sul tuo sito web, du­rante i tuoi anni di la­voro come ter­a­peuta di co­ppia hai avuto modo di ve­dere come la ter­apia venga presa sul serio solo nel mo­mento in cui la re­la­zione è ormai al ca­po­linea. Che mo­tivi si ce­lano dietro questo fe­no­meno, se­condo la tua es­pe­ri­enza?

In media passano circa sette anni prima che una co­ppia de­cida di ent­rare in ter­apia, perché spesso ci si con­vince che i pro­blemi si risol­vano da soli e si pensa che chie­dere aiuto sia un gesto da per­sone de­boli e non ab­bast­anza in­tel­li­genti. Tutto ciò non ha senso; quello che serve alle co­ppie per af­fron­tare un per­corso di ter­apia è in re­altà un po’ di coraggio. A volte ci si sente dire dal pro­prio partner delle af­fer­ma­zioni che non sempre si vo­gliono sen­tire ed af­fron­tare queste pro­ble­ma­tiche e su­per­arle uniti ri­chiede coraggio.

Inoltre, sento spesso dire che la preoc­cup­a­zione mag­giore delle co­ppie è che la ter­apia possa portare ad una se­pa­ra­zione. Cer­ta­mente la se­pa­ra­zione può es­sere una delle so­lu­zioni pos­si­bili, ciò no­no­stante, il primo ob­bi­et­tivo della ter­apia è quello di ri­co­s­truire un dia­logo tra i due partner e aiutarli ad ac­cet­tare l’uno le di­ver­sità dell’altro.

 

Cosa si­gni­fica se­condo te es­sere fe­lici ed avere una vita ap­pa­gante?

Sono di­versi anni che cerco di dare una ris­posta a questa do­manda e solo ul­ti­ma­mente ho ca­pito cosa si­gni­fichi la fe­li­cità per me: rico­no­s­cere l’unicità di ogni mo­mento e cer­care di vi­verlo al mas­simo, de­di­can­dogli tutta l’attenzione che si me­rita. Du­rante le mie se­dute come coach sis­temico aiuto i miei pa­zi­enti a ca­pire cosa è im­portante per loro: “che cosa ha va­lore nella mia vita? Come vo­glio vi­vere?”.

La vita non è né bella né brutta, è sem­pli­ce­mente vita e in quanto tale va ac­cet­tata così com’è, giorno per giorno. Solo così ci si dà la pos­si­bi­lità di cre­scere. Molto spesso l’insoddisfazione per­so­nale de­riva dalla de­lu­sione del fatto che la re­altà non sempre ris­pec­chia le as­pet­ta­tive che ci si è posti.

“Il cam­bia­mento av­viene quando una per­sona div­enta ciò che è, non quando cerca di div­en­tare ciò che non è.”

Molte co­ppie de­si­de­rano for­te­mente un figlio, che però spesso non ar­riva e questa de­lu­sione può rappre­sen­tare un forte peso per ent­rambi i partner. Creare una pro­pria fa­miglia è un per­corso dif­fi­cile, che può portare tanta de­lu­sione e sof­fe­renza. Qual è la tua opi­nione ri­guardo questo tema: un figlio è dav­vero ne­cessario per sen­tirsi fe­lici?

È vero, il per­corso per la crea­zione di una fa­miglia può div­en­tare lungo e dif­fi­cile ed ognuno di noi lo vive in modo dif­fe­rente.

L’archetipo (per de­fi­ni­zione: principio che da ge­ne­ra­zioni viene as­so­ciato ad emo­zioni spe­ci­fiche) della fa­miglia è ben con­so­li­dato nel no­stro in­con­scio e viene as­so­ciato ad una sen­sa­zione di ap­par­te­n­enza: avere figli si­gni­fica inf­atti ap­par­tenere ad un gruppo ed es­sere “di­verso” o “sbagliato” ris­petto agli altri.

Negli ul­timi anni però si sono svi­lup­pati al­cuni mo­vi­menti at­ti­visti, come ad es­empio il gruppo “Re­g­ret­ting Mo­ther­hood” che si op­pon­gono a questa vi­sione della fa­miglia come un ele­mento ne­cessario per sen­tirsi ap­pa­gati nella pro­pria vita. Co­nosco molte donne che non sen­tono un de­si­derio così forte di avere figli, ma si sen­tono obb­li­gate dalla so­cietà ad avere un bam­bino e co­s­truire la pro­pria fa­miglia. Anche in questo caso cerco di aiutare queste per­sone a chiarire questo as­petto im­portante della pro­pria esis­tenza e ad as­col­tare i propri bi­sogni in me­rito.

Quando si inizia un tr­at­ta­mento di fer­ti­lità, la mag­gior parte delle per­sone entra in un ter­ri­torio inesplo­rato e si af­fida com­ple­ta­mente al pa­rere dei me­dici spe­cia­liz­zati nell’ambito. Questo rende il per­corso molto im­peg­na­tivo dal punto di vista emo­tivo, quali sono i tuoi con­sigli su come ri­ma­nere in sin­tonia con sé stessi? In altre pa­role, come man­te­nere la calma anche in questa si­tua­zione?

Nella so­cietà mo­derna le per­sone hanno sempre più bi­sogno di una strada de­fi­nita e di ob­bi­et­tivi chiari e rag­gi­ungi­bili. Pur­troppo, nell’ambito della fer­ti­lità ciò non è pos­si­bile; è ne­cessario avere spe­r­anza e fi­ducia nel per­corso che si sta per af­fron­tare. L’amore per sé stessi e l’accettazione rappre­sen­tano la chiave per af­fron­tare nel modo migliore i pe­riodi di dif­fi­coltà. La me­di­ta­zione zen, in quanto me­di­ta­zione si­len­ziosa, aiuta a tro­vare il pro­prio centro, la pro­pria forza e la fi­ducia in sé stessi.

In qua­lità di ter­a­peuta di co­ppia, ac­com­pagno le co­ppie e le donne at­tra­verso le fasi del tr­at­ta­mento e le sos­tengo ri­ma­nendo sempre al loro fi­anco.

Quali sono i tuoi con­sigli per le co­ppie che hanno dif­fi­coltà ad avere figli? Come possono ri­scoprire sé stessi at­tra­verso la me­di­ta­zione zen?

Le donne in questa si­tua­zione spesso si sen­tono sempre più sole e ten­dono a chiudersi in sé stesse.
Il mio con­siglio per loro è cer­care di uscire da questo au­to­iso­la­mento e parlare delle pro­prie emo­zioni non solo con il pro­prio partner, ma anche con altre donne che stanno vi­vendo la stessa si­tua­zione. Se il de­si­derio di avere un figlio div­enta così do­mi­nante da con­di­zio­nare tutti gli altri as­petti della pro­pria vita e sorge la di­spe­rata sen­sa­zione che senza un figlio non ci sia alcun senso, al­lora può es­sere molto utile porsi le se­guenti do­mande: “Perché de­si­dero dav­vero un figlio? “Che va­lore ag­gi­unge un figlio alla mia cons­ape­vo­lezza per­so­nale?”. “Come vivo il con­cetto fa­miglia?” e “Come pot­rebbe es­sere la mia vita senza figli?”.
La me­di­ta­zione zen può aiutare a fare chia­rezza su queste do­mande e a guar­dare pro­fon­da­mente dentro di sé, senza dis­tra­zioni che pro­ven­gono dall’esterno.
Quando ci si prende del tempo per sé at­tra­verso la me­di­ta­zione, si apre un nuovo per­corso di vita che può es­sere vis­suto con forza e con gioia, anche se spesso ci si trova ad af­fron­tare dif­fi­coltà che ren­dono la strada più im­peg­na­tiva.

 

Spesso le donne che fanno fa­tica a ri­ma­nere in­cinte ent­rano in lotta con il pro­prio corpo, che cosa con­sigli loro?

Amate voi stesse, anche quando è dif­fi­cile: la cura verso sé stessi è un so­stegno fon­da­men­tale. Es­pri­mere gra­ti­tu­dine per ciò che si ha è un modo meraviglioso per fo­ca­liz­zare i propri pen­sieri sugli as­petti po­si­tivi della pro­pria vita e non sulle man­canze di quest’ultima. Il mio con­siglio è ringra­ziare per quello che si ha ogni giorno, poco prima di co­ri­carsi: questa pra­tica aiuta a svi­lup­pare un att­eg­gia­mento po­si­tivo alla vita, anche nei mo­menti dif­fi­cili.

Come af­fer­mava Viktor Frankl: “Se la vita ha un senso, anche la sof­fe­renza deve avere un senso. Non è im­portante ciò che si su­bisce, ma come lo si af­fronta.”

Al­cune in­for­ma­zioni su Louisa Scheel:

Louisa è coach sis­temico e ter­a­peuta di co­ppia e vive a Ber­lino. At­tu­alm­ente la­vora non solo con le co­ppie, ma anche con pa­zi­enti sin­goli. È anche la fon­datrice di Love Labs, una pia­t­ta­forma che offre la­bo­ra­tori, ri­tiri spi­ri­tuali e se­dute di coa­ching ri­guar­d­anti il migliora­mento delle pro­prie re­la­zioni con sé stessi e con gli altri. Per saperne di più: scheel-paartherapie.de.

CHI SIAMO NOI DI FERTILLY

E come la­vo­r­iamo per rea­liz­zare il tuo sogno di creare una fa­miglia

La nostra mis­sione è quella di ac­com­pa­gnare le donne, in co­ppia o single, nella rea­liz­za­zione del loro de­si­derio di avere un figlio. Per noi è im­portante:

  • as­si­curare tras­pa­renza nell’ambito dei ser­vizi di fer­ti­lità
  • for­nire in­for­ma­zioni com­plete
  • aiutarvi a tro­vare la cli­nica ad­atta alle vostre esi­genze.

Grazie alla col­la­bo­ra­zione con i centri di fer­ti­lità di primo li­vello in tutta Eu­ropa, le vostre ri­chieste di con­tatto con le cli­niche hanno la pre­ce­denza: i nostri pa­zi­enti evi­tano lunghi tempi di at­tesa e ri­ce­vono il no­stro sup­porto per tutta la du­rata del per­corso, fino alla gra­vi­d­anza.

Per saperne di più sul tema della fer­ti­lità e della gra­vi­d­anza, dai un’occhiata al no­stro blog. Se vuoi co­no­s­cere i tassi di suc­cesso e i prezzi dei tr­at­ta­menti della cli­nica più vicina a te, com­pila il no­stro ques­tio­nario. Una nostra con­su­lente ti aiuterà a sce­gliere la cli­nica più ad­atta al tuo per­corso.